Intervista con Louis Malle durante la lavorazione del film Ascenseur pour l'echafaud (Ascensore per il patibolo). Il video mostra anche una ripresa a Miles Davis durante la registrazione della colonna sonora del film.
Ascenseur pour l'échafaud
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Ascenseur pour l'échafaud è il primo film del cineasta francese Louis Malle,
prodotto tra il settembre e il dicembre del 1957, e distribuito in
gennaio 1958. L'opera è considerata una tra le prime e fondamentali
esperienze determinanti la nascita e la diffusione, anche
internazionale, della Nouvelle Vague e del cinema cosiddetto moderno.
In particolare, il film è alla base del processo di
sensibilizzazione nei confronti del "prodotto audiovisivo" nei termini
teorizzati da Michel Chion, nell'ambito della riflessione sul concetto di "modernità" nel cinema e nell'ambito dell'estetica contemporanea.
Grazie alla sensibilità dell'autore-regista per il rapporto tra
suono e immagine, e la sua collaborazione con il musicista americano Miles Davis,
la colonna sonora dell'opera costituisce una delle esperienze più
importanti nella storia dei rappporti tra musica e immagine al cinema,
nonché una delle più importanti registrazioni della storia della musica
moderna.
Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell'opera.
Frank Costello, solitario killer, uccide, su commissione, il padrone
di un night. Si trova così ad essere braccato da ogni parte. La
polizia, in particolare l'ispettore interpretato da François Périer,
non crede al suo alibi, meticolosamente preparato, e cerca in ogni modo
di intrappolarlo. I mandanti dell'omicidio, temendo che le indagini
possano arrivare sino a loro, lo vogliono eliminare. Sarà lui l'arbitro
del proprio destino.
È forse uno dei punti più elevati del polar (connubio, alla francese, dei generi poliziesco e noir). In effetti, sin dalla frase che appare all'inizio ("Non esiste solitudine più profonda del samurai,
se non quella della tigre nella giungla") e che spiega il titolo
originale (Le Samouraï), è evidente l'ispirazione di Melville, da
sempre ambasciatore del cinema americano in Francia a quel modello di "killer esistenziale", di cui Renato Venturelli (L'età del noir, 2007) individua il prototipo nel Philip Raven, interpretato da Alan Ladd, in Il fuorilegge di Frank Tuttle, ispirato al romanzo Una pistola in vendita di Graham Greene.
("...non il gangster come esponente della malavita organizzata o
comunque come criminale immerso in un preciso quadro sociale, ma
assassino solitario che si distacca anche dagli abituali connotati
etnici per risolvere il suo tragitto in un personale confronto con la
morte").
La tessitura del film è arricchita da riferimenti alla cultura
giapponese. Così la sobria e perfezionistica ritualità dei gesti che
introducono all'uccisione del gestore del night - ma che rimanda anche
al Robert Bresson di Diario di un ladro o di Un condannato a morte è fuggito - o i guanti bianchi indossati da un ineffabile Alain Delon,
prima di simulare, con un'arma scarica, l'esecuzione della pianista
jazz Valerie e di essere crivellato dai colpi della polizia.
Da segnalare il contributo di Henri Decaë, direttore della fotografia ed esponente di spicco della Nouvelle vague,
in questo film notturno, nel pedinamento del protagonista negli oscuri
anfratti in cui la tigre cerca di sottrarsi alla caccia dei lupi.
Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell'opera.
Parigi è terrorizzata. Sono già state trovate tre donne brune e
formose uccise brutalmente, pugnalate in diversi vicoli da un efferato
assassino con una cadenza sempre più ravvicinata. La polizia non sa
cosa fare e il maniaco si permette addirittura di telefonare a Maigret
per informarlo della terza vittima. Il commissario capisce che
l'assassino sta diventando sempre più tronfio delle sue imprese e
decide di organizzare una trappola. Prima fa arrestare un falso
assassino, poi manda per le strade di Parigi degli agenti donna come
esche e in effetti l'assassino comunica a Maigret il suo
risentimento.....