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Semplicemente Ugo – Tributo a Ugo Tognazzi – Il Commissario Pepe

le Officine Cinematografiche presentanola rassegna decicata a Ugo Tognazzi

"SEMPLICEMENTE UGO"

che si apre con il film "Il Commissario Pepe" di Ettore Scola – Italia – 1969- 107′ – colore

Con Ugo Tognazzi e 

proiezione in pellicola 16mm a cura di Jo La Face

inizio film ore 22,30 dopo la intro di Jo – Puntuali che lo zio si arrabbia!

Sala Cinema CPA Firenze Sud – via Villamagna 27/a

bus: 3, 8, 23, 31, 32, 33

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fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Il_commissario_Pepe

Il comissario Pepe è un film di Ettore Scola del 1969.

Trama [modifica]

Antonio Pepe è un commissario di polizia fuori dagli stereotipi
dell’epoca: non è violento, non è arrogante, non ha la pistola facile,
non è rozzo e non usa metodi contrari alla legge. Al contrario, è
democratico, tollerante, ha interessi intellettuali e cerca di
risolvere i problemi con il buonsenso, senza abusare dell’autorità
conferitagli. Il suo commissariato è uno di quelli dove non succede mai
niente, dove la vita scorre tranquilla e il cui motto sembra essere
"vivi e lascia vivere". Improvvisamente riceve l’incarico di indagare
su reati a sfondo sessuale nel territorio di sua competenza. È un
incarico ingrato, che Pepe affronta a modo suo. Scopre che la
religiosissima città non è affatto perbene; sotto un velo di ipocrisia
vengono commessi reati che vanno dal favoreggiamento e sfruttamento
della prostituzione alla pedofilia alla pederastia.
Scopre anche che non sono commessi da un solo ceto sociale, ma sono
trasversali, coinvolgono popolani e ricchi, nobili e religiosi,
notabili di provincia e anche persone vicine ai poliziotti. Integerrimo
e deciso ad andare sino in fondo, subisce prima un tentativo di
intimidazione e poi viene invitato dal questore a lasciar perdere i
pesci grossi, tirando nella rete solo quelli piccoli per motivi
elettorali. Scopre, inoltre, che anche la sua amante ha una doppia vita
come modella di foto erotiche. Profondamente amareggiato, decide di non
decidere e chiede il trasferimento. Sarà il suo successore a scegliere,
commenta amaro nel finale: se sarà peggiore di lui subirà quello che
lui non ha voluto subire e incriminerà i poveracci salvando i potenti;
se sarà migliore di lui farà quello che lui non ha avuto il coraggio di
fare, cioè incriminare tutti senza favoritismi. Rivolto al pubblico che
immagina indignato per l’inaspettato comportamento di un funzionario di
polizia rivolge la domanda "…..siete tutti leoni?" dando così
l’ultima pennellata di umanità e di verità al personaggio.

Il film [modifica]

Girato a Vicenza e a Bassano del Grappa,
città mai nominate nel film , è una rappresentazione amara e ironica
del finto perbenismo e dell’ipocrisia di una città del nordest, dove in
settimana si pecca, specialmente in fatto di sesso, la domenica si va
in chiesa per lavarsi la coscienza e poi si ricomincia a peccare appena
usciti.

Ugo Tognazzi
interpreta il commissario, con ironia e disincanto, consegnandoci un
personaggio che tra umane tentazioni e compromessi mantiene la propria
integrità e i propri principi anche a costo di compromettere la
carriera. Giuseppe Maffioli
interpreta un rancoroso invalido di guerra, Nicola Parigi, emarginato e
disprezzato perché anch’egli indagatore, a modo suo, dei vizi e dei
misfatti dellà comunità. Memorabile il monologo con cui risponde al
disprezzo del commissario: «Per me non c’è niente di peggio che la
stima della gente. Se non fossi quello che sono, cosa mi resterebbe? La
compassione, la pietà, quel povero infelice, quel povero mutilato…
No! La compassione, no! L’odio, sì! Quel farabutto, quel fiol de na
troia! Benissimo! Io vivo del disprezzo degli altri, è in questo
disprezzo che trovo la forza di vivere. È come se mi sentissi vivo,
tutto intero, valido!
».

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vari altrove video

Profondo Rosso – di D. Argento – colonna sonora e fotogrammi dal film

Il film è stato rimosso dall’internet archive ( http://www.archive.org/index.php ) in questi ultimi giorni credo per motivi di copyright.

http://www.youtube.com/watch?v=-vPG4L_3sMs

fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Profondo_rosso_(film_1975) 


Una scena del film

Profondo rosso è un film del 1975, diretto da Dario Argento.

Rappresenta, secondo molti critici cinematografici e molti
appassionati, il miglior film di Argento. L’opera segna il passaggio
fondamentale fra la fase thriller nell’itinerario del regista, della quale fanno parte L’uccello dalle piume di cristallo, Il gatto a nove code e Quattro mosche di velluto grigio, e quella horror cominciata con Suspiria.
La pellicola ebbe fin dalla comparsa nelle sale un ottimo successo di
pubblico e col passare degli anni divenne un film di culto, grazie
anche ai terrificanti effetti speciali, cui mise mano anche Carlo Rambaldi, e alla musica, composta dal pianista jazz Giorgio Gaslini con l’ausilio del gruppo rock progressive dei Goblin.

Indice

[nascondi]

Trama [modifica]

Nella trama la storia si svolge interamente, ma fittiziamente, a Roma (in realtà, vedi infra, tutte le scene esterne sono state girate a Torino).
La storia ha inizio in un piccolo teatro della capitale dove si tiene
un congresso di parapsicologia tenuto da una sensitiva tedesca, Helga
Ulmann (Macha Méril).
Dopo aver dato dimostrazione delle sue facoltà medianiche rivelando il
nome di un signore seduto in platea senza averlo mai conosciuto la
medium lancia un urlo. Dopo essersi calmata dice di aver avuto la
sensazione che una lama invisibile attraversasse il suo corpo ma
tranquillizza subito i suoi assistenti e decide di continuare con il
congresso. Dopo pochi secondi quella terribile sensazione la raggiunge
nuovamente, ma questa volta in maniera estrememente violenta e molto
più chiara. La Ulmann afferma di essere senza volerlo entrata in
contatto con una mente perversa, probabilmente presente tra il
pubblico. Dice anche che questa persona ha già ucciso e che ucciderà
ancora. Infine parla di una villa e di una strana nenia infantile.

Tornata a casa, la sensitiva mentre parla al telefono comincia a
sentire una strana musica, molto simile ad una canzoncina per bambini.
Dopo un po’ suonano alla porta e mentre sta per andare ad aprire la
terribile sensazione avuta in teatro si ripresenta. La donna non ha il
tempo di riordinare le idee che la porta viene sfondata e una mano
contenente una mannaia da macellaio sferza violenti colpi sul corpo
della donna che cade al suolo. Si rialza e cerca di scappare, raggiunge
una finestra per gridare aiuto, ma prima che la apra l’assassino la
colpisce a morte.

In quel momento il pianista inglese Marc Daly (David Hemmings), arrivato a Roma per insegnare jazz,
assiste dalla strada all’epilogo del delitto. Il suo appartamento è
nello stesso stabile in cui si svolge l’assassinio. Con lui c’è Carlo (Gabriele Lavia), un altro pianista amico di vecchia data nonché amante di un travestito, completamente ubriaco. Mentre Carlo rimane in strada, Marc sale subito dentro l’abitazione della medium, venendo poi raggiunto poco dopo dalla polizia, guidata dall’irruente commissario Calcabrini (Eros Pagni). Appare improvvisamente sulla scena anche una giovane giornalista, Gianna Brezzi (Daria Nicolodi, all’epoca compagna di Dario Argento). Gianna attratta da Marc e intrigata dal possibile scoop decide di non lasciarlo solo nelle indagini.

Un parapsicologo che era stato presente alla conferenza dice che la
nenia infantile è contenuta in un vecchio libretto di leggende
popolari. Marc riesce a trovarlo in una biblioteca. Il libro contiene
una fotografia di una villa. Con la sola fotografia in mano, Marc cerca
di capire dove si trovi la villa. L’unico elemento è una grande pianta
nel giardino, molto rara per la zona di Roma. In giornata Marc si reca
anche a casa di Carlo, per sincerarsi che abbia smaltito la sbronza.
Conosce la madre, Marta, ex attrice a riposo (Clara Calamai).

Mentre indaga, Daly s’accorge di essere diventato il bersaglio
numero uno del killer, che intanto continua con i delitti, arrivando
sempre più vicino a lui e uccidendo tutte le persone che gli stanno
vicino oppure che arrivano alla verità. Muoiono infatti, uno dopo
l’altro, la scrittrice Amanda Righetti (Giuliana Calandra), autrice del libro in cui si parla della villa e lo psichiatra Giordani (Glauco Mauri),
già presente alla seduta della medium e collaboratore di Marc alle
indagini, che scopre il nome del killer lasciato da quest’ultima sullo
specchio del bagno di casa.

Proseguendo nelle sue indagini, Marc Daly mostra la foto a diversi
vivaisti; uno di questi riconosce la pianta venduta anni prima e gli
fornisce l’indirizzo della villa. Questa è disabitata, ma custodita. Il
musicista rintraccia il custode, che ha una figlia in età scolare, Olga
(Nicoletta Elmi),
e si fa prestare le chiavi. Quando entra nella villa, scopre subito
qualcosa d’interessante: sotto l’intonaco di una parete c’è un affresco
raccapricciante che raffigura un bambino con un lungo coltello in mano
e un uomo gigantesco con il petto inondato di sangue.

Tornato a casa, però, Daly decide di abbandonare le sue ricerche e
decide di partire da Roma: chiede a Gianna se vuole andare con lui in
Spagna. La giornalista accetta entusiasta e i due si danno appuntamento
per la sera stessa. Ma a Daly torna in mente una cosa: la villa che ha
appena visitato ha quattro finestre, mentre nella foto ce ne sono
cinque. Decide allora di tornare a vedere. Scopre che c’è una stanza
murata all’interno della villa. Con un piccone abbatte il muro
divisorio e con sua grande sorpresa trova un corpo mummificato
all’interno. Subito dopo riceve un colpo sulla testa e sviene.

Quando si sveglia vede il volto di Gianna: la giornalista lo ha
seguito e lo ha portato fuori della villa, cui qualcuno ha appiccato il
fuoco. Poco dopo Marc e Gianna sono nella casa del custode e il
musicista ha un sussulto quando scopre un disegno nella cameretta della
bambina che è uguale a quello che ha trovato dentro la villa, scavando
sotto l’intonaco. Marcus interroga la bimba, che confessa di aver
copiato il disegno a scuola: l’ha trovato in una vecchia raccolta
mentre era stata messa in punizione in archivio. Marc e Gianna si
recano subito nella scuola di Olga e si mettono a cercare insieme il
disegno. Mentre Gianna si allontana per chiamare la polizia, Marc trova
il disegno e ne legge la firma. Cerca immediatamente Gianna, ma la
trova con un coltello piantato nel fianco. La giornalista però è ancora
viva. Il killer, dunque, è già dentro la scuola. Marc dichiara al
killer ancora nascosto di aver riconosciuto la sua identità. Alle sue
spalle appare l’amico e collega Carlo che gli punta la pistola. Ma
prima che prema il grilletto, viene messo in fuga dalla polizia. Carlo
però non fa molta strada: viene prima investito e trascinato da un
camion e poi ucciso da una macchina, che gli schiaccia la testa.

Tutto risolto? Mentre Gianna viene portata in ospedale, Marc torna
verso il suo appartamento e ripensa agli episodi che gli sono accaduti.
Si rende conto che Carlo non può essere il killer perché era con lui
mentre accadeva il primo delitto e quindi decide di entrare nella casa
della medium per cercare nuovi indizi. Appena entra si rende conto di
aver già visto il misterioso assassino, il cui volto era riflesso in
uno specchio.
Si ripete la scena già vista nella scuola: Marc si volta e vede in
faccia il killer, questa volta quello vero: il suo volto è quello di
Marta (Clara Calamai),
la pazza madre di Carlo, che quando quest’ultimo era piccolo aveva
assassinato sotto i suoi occhi il padre, che voleva ricoverarla in
clinica perché malata. Carlo, da bambino, aveva quindi dipinto a scuola
l’orrenda scena del delitto. La villa era stata la prima abitazione di
Carlo e il corpo mummificato era quello di suo padre.
Marta cerca di colpire Marc con una mannaia, finendo però incastrata
per colpa di un ciondolo di metallo con grossi elementi nelle
inferriate dell’ascensore. Il pianista preme allora il tasto per far
scendere l’ascensore, e la donna si decapita con la sua stessa collana.
I titoli, accompagnati dall’angosciante tema musicale, scorrono su una
macchia rosso sangue, in cui si vede riflesso il volto del protagonista.

Luoghi dove è stato girato il film [modifica]

  • Il film è stato girato prevalentemente a Torino, ma anche a Roma e Perugia.
  • La lugubre villa "del bambino urlante" dove Marc rinviene il cadavere è sita a Torino in Corso Giovanni Lanza 57, ed è nota come Villa Scott, dal nome del committente della sua costruzione, progettata da Pietro Fenoglio nel 1902 ed esempio di stile liberty dell’epoca. Attualmente ristrutturata ed abitata da privati, all’epoca del film ospitava un convitto femminile gestito da suore. Per girare le scene, la produzione pagò un periodo di villeggiatura alle suore ed alle ragazze del convitto ivi dimoranti.
  • Il locale dove suona Carlo in realtà non è mai esistito. La
    scenografia fu costruita di fronte all’abitazione di Marc, ed è un
    chiaro omaggio al quadro Nighthawks di Edward Hopper; il palazzo dove si trova l’abitazione è a Torino in Piazza C.L.N. 236bis, dove avviene anche l’assassinio della sensitiva e la scena finale in cui muore Marta. Nel palazzo abitava il co-sceneggiatore del film Bernardino Zapponi. L’ascensore utilizzato nella scena è tutt’ora funzionante e viene utilizzato dagli inquilini del palazzo.
  • La fontana dove ha luogo il colloquio tra Carlo ubriaco e Marc, è la Fontana del Po, sempre in Piazza C.L.N. Negli stessi paraggi (il parcheggio sotterraneo sotto la suddetta piazza, tutt’ora attivo) furono girate alcune scene dell’inseguimento tra la Porsche 356 e la Fiat 125 che appaiono in un altro film di Dario Argento, Il gatto a nove code.
  • La scena del congresso di parapsicologia è stata girata all’interno del famoso Teatro Carignano di Torino, in Piazza Carignano 6, attualmente riaperto dopo un accurato restauro.
  • La scena iniziale del film, con le prove del gruppo jazz di Marc, è stata girata al Tempio di Sant’Angelo a Perugia.
  • Sempre a Perugia, nel Cimitero monumentale, è stata girata la scena del funerale della medium Helga.
  • La scuola Leonardo da Vinci, dove Marc entra di notte per cercare il disegno, è in realtà il Liceo Classico Mamiani di Roma.

Automobili degli attori [modifica]

Nel film i mezzi utilizzati nelle scene hanno un ruolo importante. Tra essi si ricordano la Fiat 500, in precarie condizioni, di Gianna Brezzi, teatro delle discussioni tra la stessa e Marc, la Lancia Beta noleggiata da Marc, la Lancia Beta Coupé che uccide Carlo schiacciandogli il capo e l’autocarro Fiat 642
che lo travolge e trascina. Come detto, il film è ambientato a Roma ma
è stato quasi interamente girato a Torino. Ciò spiega perché,
nonostante vi siano molte scene ambientate per strada e in automobile,
in nessuna di esse vengono inquadrate le targhe dei veicoli.

Note [modifica]

In Giappone il film uscì solo alcuni anni dopo l’uscita italiana, con il titolo Suspiria – Parte II, ed è sempre presente ai primissimi posti nelle classifiche dei film preferiti dalle adolescenti, insieme a Vacanze romane di William Wyler [senza fonte].

Collegamenti esterni [modifica]

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LA CLASSE OPERAIA VA IN PARADISO di E. Petri @ sala cinema CPA (FI) 10 nov 2008

Domani lunedì 10 novembre 2008 le Officine Cinematografiche saranno liete di proiettare il film "LA CLASSE OPERAIA VA IN PARADISO" di Elio Petri (ITALIA – 1970/71 – col. – 105′ – 16mm)

Immagine:La classe operaia va in Paradiso.jpg
 
proiezione in pellicola 16mm (no video, dvd, dvx e schifezze simili – CINEMA VERO!) 

ingresso 2 €uri per coprire le spese di spedizione e noleggio delle pellicole cinematografiche.

bar a prezzi popolari – ad ogni film è abbinato un piatto a tema e una scheda critica (entrambi a cura di Ale Gnot)

Sala Cinema CPA Firenze Sud – via Villamagna 27/a – bus: 3, 8, 23, 31, 32, 33 

scheda critica per "Teorema" di P.P. Pasolini

inizio film ore 22,30 (dopo la intro di Jo) precisi e puntuali se no lo zio si inkazza!

 

 


 

prossime proiezioni: 

Sala Cinema CPA Firenze Sud, via Villamagna 27/a:

’68 E DINTORNI (clicca per ingrandire)

Lunedì 10 novembre – LA CLASSE OPERAIA VA IN PARADISO – ITALIA – 1970/71 –
Elio Petri – col. – 105′ – 16mm

TUTTI I LUNEDI’ ALLE ORE 22.30
ALLA SALA CINEMA DEL CPA FI-SUD, VIA VILLAMAGNA 27/A

——————– 

Cineforum 16mm D.E.A. (presso associazione D.E.A. Borgo Pinti 42r, Firenze)

CINEFORUM IN 16MM (clicca per ingrandire)


Messico e… nuvole – Luis Bunuel messicano   con tapas, tacos e tequila

11 novembre – Estasi di un delitto – Luis Bunuel

18 novembre – Nazarin – Luis Bunuel

25 novembre – Viridiana – Luis Bunuel

2 dicembre – L’angelo sterminatore – Luis Bunuel

La signora in giallo – Agatha Christie   con piatti a tema misteriosi

9 dicembre – Assassinio a bordo – George Pollock

16 dicembre – Assassinio sul palcoscenico – George Pollock

23 dicembre – Assassinio sul treno – George Pollock

30 dicembre – Assassinio sull’Orient-Express – Sidney Lumet (ultimo aggiornamento del 23 luglio 2008)

CINEFORUM IN 16 MM
Borgo Pinti 42/r, Firenze – info: http://www.deapress.com/

 


 

TUTTI I FILM SONO PROIETTATI RIGOROSAMENTE IN PELLICOLA

AD OGNI FILM VIENE ABBINATO UN PIATTO A TEMA ED UNA SCHEDA CRITICA

Sia al CPA che in Borgo Pinti INGRESSO A SOTTOSCRIZIONE DI 2 EURO per
coprire le spese di spedizione e noleggio delle pellicole proiettate

 


info film (fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/La_classe_operaia_va_in_paradiso) 

La classe operaia va in paradiso è un film del 1971 diretto da Elio Petri, scritto con Ugo Pirro, vincitore del Grand Prix per il miglior film al Festival di Cannes 1972.

Un film che entra nella fabbrica italiana degli anni Settanta, per
raccontare il rapporto alienato degli operai con la macchina e i tempi
di produzione e allo stesso tempo esce al di fuori della fabbrica.
Fuori dai cancelli per accusare sia il movimento studentesco, spesso
troppo distante e ‘astratto’ dai reali problemi degli operai, che i
sindacati, spesso invece collusi con i padroni con cui concertano e
decidono della vita degli operai stessi, per arrivare fin dentro le
case, evidenziando come l’alienazione dell’uomo-macchina continui anche
nella vita di tutti giorni contaminando i rapporti personali.

Trama [modifica]

Ludovico Massa, detto Lulù, è un uomo di trent’anni con due famiglie
da mantenere ed è un operaio con alle spalle già 16 anni di fabbrica,
due intossicazioni e un’ulcera. Sostenitore e stakanovista del lavoro a
cottimo grazie al quale, lavorando a ritmi infernali, riesce a
permettersi l’automobile e altri inutili beni di consumo. Lulù è amato
dai padroni che lo utilizzano per stabilire i ritmi ottimali di
produzione ma odiato dagli altri operai della fabbrica per il suo
eccessivo servilismo.
Tuttavia, non è contento della sua situazione, i ritmi di lavoro sono
talmente sfiancanti che arrivato a casa riesce solo a mangiare e ad
annichilirsi davanti alla televisione, nessuna vita sociale, nessun
dialogo con i propri cari, non riesce neppure più ad avere rapporti con
l’amante. La sua vita continua in questa totale alienazione, che lo
porta a ignorare gli slogan urlati e scritti dagli studenti fuori dai
cancelli, finché un giorno ha un incidente sul lavoro e perde un dito.

Così improvvisamente Lulù si sveglia dal sonno dell’alienazione per
ritrovarsi nell’incubo della sua misera vita, di cui finalmente prende
coscienza; così si schiera contro il ricatto del lavoro a cottimo e
aderisce alle istanze radicali degli studenti e di alcuni operai della
fabbrica in contrapposizione alle posizioni più moderate dei sindacati.
In breve tempo il fermento nella fabbrica aumenta e si arriva
all’inevitabile scontro con la polizia. Il risultato di questo
cambiamento è drammatico: Lulù viene abbandonato dall’amante,
licenziato in tronco dalla fabbrica e contemporaneamente abbandonato
dagli studenti, che sostengono che il suo è un caso individuale e non
di ‘classe’, ed emarginato anche dagli operai che non prendono nessun
provvedimento per il suo licenziamento. Cerca, inutilmente, conforto
nelle visite all’anziano Militina (un ex compagno di fabbrica)
costretto a finire i suoi giorni in manicomio a causa delle sue idee
politiche; ma l’unica cosa che Lulù ottiene da queste visite è la
scoperta che la sua alienazione si sta trasformando in pazzia. Ormai
quando tutto sembra perduto i suoi compagni, grazie al sindacato,
ottengono la sua reintroduzione in fabbrica alla catena di montaggio
dove Lulù urlando, per superare il rumore assordante, di nuovo in balia
dei ritmi frenetici della produzione, racconta ai compagni di un muro e
di una fitta nebbia oltre i quali c’è il paradiso della classe operaia.

Collegamenti esterni [modifica]

Filmografia di Elio Petri (1929 – 1982) Ciak!

L’assassino (1961) · I giorni contati (1962) · Il maestro di Vigevano (1963) · Alta infedeltà: Peccato nel pomeriggio (1964) · La decima vittima (1965) · A ciascuno il suo (1967) · Un tranquillo posto di campagna (1968) · Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (1970) · Documenti su Giuseppe Pinelli: Ipotesi su Giuseppe Pinelli (1970) · La classe operaia va in paradiso (1971) · La proprietà non è più un furto (1973) · Todo modo (1976) · Le mani sporche (1979) · Le buone notizie (1979)

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Magic Christian @ Sala Cinema CPA (FI) 3-11-2008

Stasera le Officine Cinematografiche proietteranno il film capolavoro della comicità "MAGIC CHRISTIAN" di Joseph McGrath con Peter Sellers, Ringo Starr, Raquel Welch, Christopher Lee, Roman Polanski, Richard Attenborough (date un occhiata alla lista degli attori in fondo all’articolo!).

Sala Cinema CPA Firenze Sud – via Villamagna 27/a – 2° piano 

bus: 3, 8, 23, 31, 32, 33 

proiezione in pellicola 16mm ore 22,30 – puntuali che lo zio Jo si arrabbia!

ingresso: 2 € per coprire le spese di spedizione e noleggio delle pellicole cinematografiche

è gradito l’omaggio di un bicchiere di vetro! 

 L'immagine “http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/0/07/The_Magic_Christian.jpg” non può essere visualizzata, perché contiene degli errori.

trailer:

estratti:

"Magic Christian" info (english language):

fonte: http://en.wikipedia.org/wiki/The_Magic_Christian_(film)

The Magic Christian is a 1969 film directed by Joseph McGrath and starring Peter Sellers and Ringo Starr. It was loosely adapted from the 1959 comic novel by U.S. author Terry Southern.

Contents

[hide]

[edit] Overview

McGrath’s film adaptation differs considerably in content from
Southern’s novel. Relocated to London in the 1960s, it introduces an orphan whom Sir Guy Grand picks up in a park and on a whim decides to adopt. The role was written with Ringo Starr (who plays it) in mind. The movie is often remembered for its song "Come And Get It" written and produced by Paul McCartney and performed by Badfinger, a British rock band promoted by Apple Records.
The lyrics refer to Grand’s schemes of bribing people to act according
to his whims (‘If you want it, here it is, come and get it’). Thunderclap Newman’s Something in the Air is also dominant in the film’s soundtrack. British actor and dancer Lionel Blair
was responsible for the film’s choreography. A host of British and
American actors (see cast) have brief roles in the movie, many playing
against type. Episodic in character, The Magic Christian is an unrelenting and often heavy-handed satire on capitalism, greed, and human vanities. Notable are the appearances of (pre-Monty Python) John Cleese and Graham Chapman (uncredited), who had written an earlier version of the film script, of which only the scenes they appear in survived.

[edit] Plot

Sir Guy Grand (Peter Sellers) an eccentric billionaire, together with his newly adopted heir (formerly a homeless derelict), Youngman Grand (Ringo Starr), start playing elaborate practical jokes
on people. A big spender, Grand doesn’t mind handing out large sums of
money to various people, bribing them to fulfill his whims, or shocking
them by bringing down what they hold dear. Their misadventures are
designed as a display of father Grand to his adoptive charge that
"everyone has their price" – it just depends on the amount one is
prepared to pay. They start from rather minor spoofs, like bribing a
traffic warden (Spike Milligan)
to take back a parking ticket and eat it (who delighted from the large
bribe, eats its plastic cover too) and proceed with increasingly
elaborate stunts involving higher social strata and wider audiences. As
a father-son conversation reveals, Grand sees his plots as
"educational" ("Well, you know, Youngman, sometimes it’s not enough
merely to teach. One has to punish as well.").

At Sotheby’s art auction house, it is proudly claimed that an
original Rembrandt portrait might fetch £10,000, yet to director Mr.
Dougdale’s (John Cleese)
astonishment, Grand makes a final offer of £30,000 for it (‘Thirty –
thousand – pounds? Shit! I beg your pardon, I do beg your pardon!’) and
having bought it, proceeds, in front of a deeply shocked Dougdale, to
cut with his scissors the portrait’s nose from the canvas. In a classy
restaurant he makes a loud show of wild gluttony, Grand being the
restaurant’s most prominent customer. In the annual Boat Race sports
event, he bribes the Oxford team (where Graham Chapman
plays a member of the rowing team) and makes them ram purposely the
Cambridge boat, to win a screamingly unjust victory. In a traditional
pheasant hunt he uses an anti-aircraft gun to down the bird.

Grand and Youngman eventually buy tickets for the luxury liner S.S. Magic Christian,
along with the richest strata of society. In the beginning everything
appears normal and the ship apparently sets off. Yet soon, things start
going wrong. A solitary drinker at the bar (Roman Polanski) is approached by a transvestite cabaret singer (Yul Brynner), Dracula (Christopher Lee)
poses as a waiter, a cinema show turns out to feature the unfortunately
unsuccessful transplant of an African-American’s head onto a white
body. Eventually passengers start noticing through the ship’s CCTV that their Captain (Wilfrid Hyde-White)
is in a drunken stupor and finally gets carted off by a gorilla. In a
crescendo of panic the guests try to find their way to abandon ship. A
group of them, led by the Grands, reach instead the machine-room, which
turns out to be powered by hordes of topless rowing slaves, under the
Priestess of the Whip’s (Raquel Welch)
command. As passengers finally find an exit and lords and ladies
stumble out in the daylight, we discover that the supposed ship was, in
fact, a structure built inside a warehouse, and the passengers had
never left London. During the whole misadventure, father and son Grand
look perfectly composed and cool.

Towards the end of the film, Guy Grand fills up a huge vat with
urine, blood and animal excrement and adds to it thousands of bank
notes. Attracting a crowd of onlookers by announcing "Free money!",
Grand successfully entices the city workers to recover the cash. The
sequence concludes with many members of the crowd submerging
themselves, in order to retrieve money that had sunk beneath the
surface, as the song "Come and Get It" is heard by the movie’s audience.

The film ends with Grand and Youngman, having returned to the park
where the film opened, bribing the park warden to allow them to sleep
there, stating that this was a more direct method of achieving their
(mostly unstated) ends.

[edit] Reception

Most mainstream critics have been quite negative on the film,
especially for its extensive use of black humour. Darrel Baxton, in his
review for Splitting Image, refers to the film as of "the school of
savage sub-Bunuelian satire"[1]. Christopher Null in filmcritic.com states that "it’s way too over-the-top to make any profound statement"[2]. In his study of homosexuality in films The Celluloid Closet, author Vito Russo states(on page 184) that "Yul Brynner in drag sings Noel Coward‘s ‘Mad About the Boy‘ while the ‘fag’ jokes fly in a viciously homophobic film".

[edit] Cast

Peter Sellers as Sir Guy Grand KG, KC, CBE
Ringo Starr as Youngman Grand, Esq.
Isabel Jeans as Dame Agnes Grand
Caroline Blakiston as Hon. Esther Grand
Spike Milligan as Traffic warden #27
Richard Attenborough as Oxford coach
Leonard Frey as Laurence Faggot (Ship’s psychiatrist)
John Cleese as Mr. Dougdale (director in Sotheby’s)
Patrick Cargill as Auctioneer at Sotheby’s
Joan Benham as Socialite in Sotheby’s
Ferdy Mayne as Eduoard (of Chez Edouard restaurant)
Graham Stark as Waiter at Chez Edouard Restaurant
Laurence Harvey as Hamlet
Dennis Price as Winthrop
Wilfrid Hyde-White as Capt. Reginald K. Klaus
Christopher Lee as Ship’s vampire
Roman Polanski as Solitary drinker
Raquel Welch as Priestess of the Whip
Victor Maddern as Hot dog vendor
Terence Alexander as Mad Major
Clive Dunn as Sommelier
Fred Emney as Fitzgibbon
David Hutcheson as Lord Barry
Hattie Jacques as Ginger Horton
Edward Underdown as Prince Henry
Jeremy Lloyd as Lord Hampton
Peter Myers as Lord Kilgallon
Roland Culver as Sir Herbert
Michael Trubshawe as Sir Lionel
David Lodge as Ship’s guide
Peter Graves as Lord at ship’s bar
Robert Raglan as Maltravers
Frank Thornton as Police Inspector
Michael Aspel as TV commentator
Michael Barratt as TV commentator
Harry Carpenter as TV commentator
John Snagge as TV commentator
Alan Whicker as TV commentator
Kenneth Connor
Graham Chapman as Oxford crew (uncredited)
Yul Brynner as Transvestite cabaret singer (uncredited)
Sean Barry-Weske as John Lennon lookalike (uncredited)
Kimberley Chung as Yoko Ono lookalike (uncredited)
George Cooper as Losing Boxer’s Second (uncredited)
John Le Mesurier as Sir John (uncredited)
Guy Middleton as Duke of Mantisbriar (uncredited)
Edward Sinclair as Park attendant (uncredited)

 

[edit] Trivia

  • In with the style of the movie – and only shown by a close reading of the credits – is the casting of a lookalike pair to John Lennon and Yoko Ono.
    The "Lennon", with long hair, beard and specs, then serves to distract
    the viewer’s attention from Lennon himself, in short wig, false nose
    and no specs, playing a member of a hunting party.[citation needed]
  • The scene towards the end of the film, involving the vat containing urine and excrement, was filmed on London’s South Bank on a stretch of wasteground on which The National Theatre was later built.

[edit] External links

 

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programmazione video

TEOREMA di P.P. Pasolini @ CPA (FI) 27 10 2008

Officine Cinematografiche e CPA Firenze Sud

presentano

TEOREMA un film  di Pier Paolo Pasolini. ITALIA – 1968 – col. – 98′- pell. 16mm

Proiezione in pellicola 16mm a cura di Zio Jo!!!

inizio film ore 22.30 PUNTUALI che lo zio si arrabbia!!!


fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Teorema_%28film%29 

Teorema è un film del 1968, scritto e diretto da Pier Paolo Pasolini, prodotto da Franco Rossellini e Mauro Bolognini. Il film è la trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo.

Indice

[nascondi]

Trama [modifica]

Il film si sviluppa intorno alle vicissitudini di una famiglia di un industriale milanese
scossa dall’arrivo di un enigmatico ospite, un giovane venticinquenne
silenzioso e affascinante. Il visitatore ottiene le grazie della
moglie, ha rapporti erotici con la figlia, il figlio, la domestica e con lo stesso capofamiglia.
Il contatto sessuale ed intellettuale con il giovane fa prendere coscienza agli abitanti della casa della vanità della propria esistenza e della propria vera natura.

Quando il misterioso viaggiatore ripartirà tutto sarà cambiato: la madre si dà al primo arrivato, la figlia diventa catatonica, il figlio abbandona la famiglia e si mette a dipingere orribili quadri, il capofamiglia lascia la fabbrica agli operai, si denuda nella stazione di Milano e si perde nel deserto, mentre la serva, una semplice contadina, levita come una santa

Analisi dell’opera [modifica]

Il film, come molte delle altre opere di Pasolini, fece scandalo e il soggetto venne attaccato come osceno da una parte della Chiesa Cattolica,
mentre l’ala più progressista lo esaltò al punto da attribuirgli il
premio dell’OCIC (Office catholique international du cinèma). Un sacerdote canadese, Marc Gervais, ne fece un’ampia ed elogiativa analisi.

Il 23 novembre del 1968 un tribunale di Milano emanava la seguente sentenza con la quale annullava il precedente ordine di sequestro del film:

  « Lo
sconvolgimento che "Teorema" provoca non è affatto di tipo sessuale, è
essenzialmente ideologico e mistico. Trattandosi incontestabilmente di
un’opera d’arte, Teorema non può essere sospettato di oscenità. »
   

Voci correlate [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]

Pier Paolo Pasolini (19221975)  
Opere letterarie: Ragazzi di vitaLe ceneri di GramsciUna vita violentaPetrolioAffabulazionePassione e ideologiaLettere luteraneScritti corsariLa religione del mio tempoIl sogno di una cosa
Opere cinematografiche: AccattoneMamma RomaLa ricottaLa rabbiaComizi d’amoreIl Vangelo secondo MatteoUccellacci e uccelliniLa Terra vista dalla LunaChe cosa sono le nuvoleAppunti per un film sull’IndiaTeoremaLa sequenza del fiore di cartaPorcileIl DecameronLe mura di Sana’aI racconti di CanterburyIl fiore delle Mille e una notteSalò o le 120 giornate di SodomaPorno-Teo-Kolossal (opera incompiuta)

estratti dal film

http://www.youtube.com/watch?v=SPEa0MNCa-A


 

prossime proiezioni: 

Sala Cinema CPA Firenze Sud, via Villamagna 27/a:

’68 E DINTORNI (clicca per ingrandire)

Lunedì 3 novembre – MAGIC CHRISTIAN – GRAN BRETAGNA 1969 –
Joseph McGrath – col. – 92′ – 16mm

Lunedì 10 novembre – LA CLASSE OPERAIA VA IN PARADISO – ITALIA – 1970/71 –
Elio Petri – col. – 105′ – 16mm

TUTTI I LUNEDI’ ALLE ORE 22.30
ALLA SALA CINEMA DEL CPA FI-SUD, VIA VILLAMAGNA 27/A

——————– 

Cineforum 16mm D.E.A. (presso associazione D.E.A. Borgo Pinti 42r, Firenze)

CINEFORUM IN 16MM (clicca per ingrandire)

Ladri, ladrundoli, banditi e briganti   con vino, ricotta, pasta e ceci 

28 ottobre – Il brigante di tacca del lupo – Pietro Germi

Messico e… nuvole – Luis Bunuel messicano   con tapas, tacos e tequila

4 novemre – I figli della violenza – Luis Bunuel

11 novembre – Estasi di un delitto – Luis Bunuel

18 novembre – Nazarin – Luis Bunuel

25 novembre – Viridiana – Luis Bunuel

2 dicembre – L’angelo sterminatore – Luis Bunuel

La signora in giallo – Agatha Christie   con piatti a tema misteriosi

9 dicembre – Assassinio a bordo – George Pollock

16 dicembre – Assassinio sul palcoscenico – George Pollock

23 dicembre – Assassinio sul treno – George Pollock

30 dicembre – Assassinio sull’Orient-Express – Sidney Lumet (ultimo aggiornamento del 23 luglio 2008)

CINEFORUM IN 16 MM
Borgo Pinti 42/r, Firenze – info: http://www.deapress.com/

 


 

TUTTI I FILM SONO PROIETTATI RIGOROSAMENTE IN PELLICOLA

AD OGNI FILM VIENE ABBINATO UN PIATTO A TEMA ED UNA SCHEDA CRITICA

Sia al CPA che in Borgo Pinti INGRESSO A SOTTOSCRIZIONE DI 2 EURO per
coprire le spese di spedizione e noleggio delle pellicole proiettate

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video

Alfred Hitchcock Presents: Man From The South (1960)


Questo episodio della serie "Alfred Hitchcock Presents" è un classico ed ha ispirato anche Quentin Tarantino per il suo episodio nel film "Four rooms". Consigliata la visione…

 

In this episode, Peter Lorre plays Carlos, a man addicted to a good bet. A gambler (Steve McQueen) agrees to a wager

In
this episode, Peter Lorre plays Carlos, a man addicted to a good bet. A
gambler (Steve McQueen) agrees to a wager where if his lighter succeeds
in lighting ten times in a row, he will win Carlos’ (Lorre’s) car. If
he should lose, he’ll lose a finger.

(altro)
(meno dettagli)

video lang: en

 

parte 1 

http://www.youtube.com/watch?v=GyoScurawPU

 
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programmazione video

MONTEREY POP di D.A. Pennebaker – sala cinema CPA (FI) 6 ott 2008

Officine Cinematografiche e CPA Firenze Sud

presentano

MONTEREY POP un film di D.A. Pennebaker (colore – USA – 78′ – 1968)

Proiezione in pellicola 35mm a cura di Zio Jo!!!

inizio film ore 22.30 PUNTUALI che lo zio si arrabbia!!!

ingresso sottoscrizione 2 € per coprire le spese di noleggio e spedizione delle pellicole e del proiettore 35mm

Ad ogni film è abbinato un piatto a tema e una scheda critica.

E’ gradito l’omaggio di un bicchiere di vetro


estratti video

Janis Joplin

http://www.youtube.com/watch?v=GcndMdD4zDI


fonte: wikipedia (http://en.wikipedia.org/wiki/Monterey_Pop)

Monterey Pop is a 1968 concert film by D.A. Pennebaker that documents the Monterey Pop Festival of 1967. Among Pennebaker’s several camera operators were fellow documentarians Richard Leacock and Albert Maysles. The painter Brice Marden has an "assistant camera" credit, and Bob Neuwirth, who figured prominently in Pennebaker’s Bob Dylan documentary Dont Look Back, acted as stage manager. Titles for the film were by the illustrator Tomi Ungerer. Featured performers include Big Brother and the Holding Company with Janis Joplin, Jefferson Airplane, Hugh Masekela, Otis Redding, Ravi Shankar, The Mamas & The Papas, The Who (who destroy their instruments at the end of "My Generation"), and Jimi Hendrix, who set his guitar on fire during "Wild Thing.

Contents

[hide]

[edit] Performers and songs

Songs featured in the film, in order of appearance:

  1. Big Brother & The Holding Company (Combination of the Two*)
  2. Scott McKenzie (San Francisco*)
  3. The Mamas & The Papas (Creeque Alley* & California Dreamin)
  4. Canned Heat (Rollin’ & Tumblin’)
  5. Simon & Garfunkel (The 59th Street Bridge Song (Feelin’ Groovy))
  6. Hugh Masekela (Bajabula Bonke (Healing Song))
  7. Jefferson Airplane(High Flyin’ Bird & Today)
  8. Big Brother & The Holding Company (Ball & Chain)
  9. Eric Burdon & The Animals (Paint It Black)
  10. The Who (My Generation)
  11. Country Joe & The Fish (Section 43)
  12. Otis Redding (Shake & I’ve Been Loving You Too Long)
  13. The Jimi Hendrix Experience (Wild Thing)
  14. The Mamas & The Papas (Got a Feelin’)
  15. Ravi Shankar (Raga Bhimpalasi).

* = Studio version, played over film footage of pre-concert activity.

The order of performances in the film was rearranged from the order
of appearance at the festival. Additionally many artists who appeared
at the festival were not included in the original cut of the film. (For
details on the festival lineup see Monterey Pop Festival).

[…]

[edit] Influence

Jean-Luc Godard, the French New Wave director, was so taken by Jefferson Airplane’s performance in Monterey Pop that later in 1968 he set out to make a never-finished film called One A.M.
(for "One American Movie") in collaboration with Pennebaker and
Leacock. Godard shot a sequence of the Airplane, (included on the 2004
"Fly Jefferson Airplane" DVD) , playing at high noon on a business day
on the roof of a New York hotel across the street from the
Leacock-Pennebaker offices, with the tower of Rockefeller Center
in the background. Attracted by the extremely high volume of the music,
the police arrived and put an end to the shooting. This incident
inspired other bands, notably the Beatles in their Let It Be film, to mount their own rooftop performances.

[edit] External links


Monterey Pop

Monterey Pop movie poster
Directed by D.A. Pennebaker
Produced by John Phillips
Lou Adler
Starring The Mamas & the Papas
Canned Heat
Simon and Garfunkel
Hugh Masekela
Jefferson Airplane
Big Brother and the Holding Company
The Animals
The Who
Country Joe and the Fish
Otis Redding
Jimi Hendrix
Ravi Shankar
Editing by Nina Schulman
Distributed by Leacock Pennebaker
Release date(s) December 26, 1968
Running time 79 minutes
Country United States
Language English
Allmovie profile

 

IMDb profile

 

 

 

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DECODER (Klaus Maeck) – excerpts

Estratti dal film DECODER di Klaus Maeck

"Decoder" download page @ NGV — http://www.ngvision.org/mediabase/83 

direct link to ftp site — http://www.ngvision.org/download/83/ngv.bradipz.net/new_global_vision/disc19/ngv_ita_de_19900101_decoder_2.avi 

fonte: http://latomba45.blogspot.com/2008/06/decoder-il-film-decoder-1984-klaus.html 

venerdì 6 giugno 2008
DECODER – IL FILM
(Decoder)
1984 Klaus Maeck

[…] 

Amo questo film solamente perchè è un prodotto multimediale di una germania anni 80 in piena fervezza culturale, e poi il protagonista è FM Einheit […]. Il film […] parla delle tematiche classiche cyberpunk come il controllo mediatico e il potere delle multinazionali, infatti il protagonista scopre che nella catena di fast-food viene trasmessa una musica subliminale che rende le persone felici come un branco di pecore. Quando scopre che la musica è in codice cercherà di creare un’anti-muzak’, in grado di far ribellare la gente e riuscirà a scambiare le cassette al fast-food, creando così delle ribellioni. La fotografia e le luci colorate lo rendono surreale e ‘arty’ […]. Con la presenza di Christiane F […], di William S. Burroughs, di Genesis P-Orridge e una soundtrack composta da Dave Ball, Genesis P-Orridge, FM Einheit e Matt Johnson, il film diventa sicuramente un piccolo grande culto.

Pubblicato da zyklon-boy a 10.32
Etichette: 1984, cyberpunk, new wave
 

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programmazione video

CHAPPAQUA di C. Rooks @ CPA FI Sud 29.9.2008

Le Officine Cinematografiche presentano

CHAPPAQUA. Un film di Conrad Rooks

Lunedì 29 settembre 2008 alla sala Cinema del CPA Firenze Sud

proiezione in pellicola 35mm a cura di Jo La Face

ingresso sottoscrizione 2 € per coprire le spese di noleggio e spedizione delle pellicole e del proiettore 35mm

per info sul film scorri l’articolo

 


 

scansioni programma ’68 E DINTORNI – clicca per ingrandire

scheda critica 22.9.2008 – clicca per ingrandire

 


 

Programmazione Officine Cinematografiche

Sala Cinema CPA FI Sud: 

Lunedì 29 settembre – CHAPPAQUA – USA – 1966 – Conrad Rooks – b/n, col. –
92′- 35mm

Lunedì 6 ottobre – MONTEREY POP – USA -1969 – Don Allan
Pennebaker – doc.- col. – 85′ – 35mm

Lunedì 13 ottobre – LONTANO DAL VIETNAM – FRANCIA – 1967 – A. Resnais, A.
Varda, J.Ivens, J. Luc Godard, C. Lelouch – doc. – b/n, col. -120′- 35mm

Lunedì 20 ottobre – MORGAN MATTO DA LEGARE – GRAN BRETAGNA – 1066 – Karel
Reisz -b/n – 97′ – 16mm

Lunedì 27 ottobre – LA RABBIA – ITALIA 1963 – Riedizione 2008 – Pier Paolo
Pasolini – doc. – b/n – 78′ – 35mm

Lunedì 3 novembre – LOTTE DI STRADA DEL ’68 – ITALIA – 1997 – Silvano
Agosti
– doc. – col. b/n – 30′
16mm. Segue … – DOCUMENTARI SULLA GUERRA IN VIETNAM E SULLE MARCE PACIFISTE –
USA – 1968 – col., b/n – reportage di operatori indipendenti – 16mm

Lunedì 10 novembre – LA CLASSE OPERAIA VA IN PARADISO – ITALIA – 1970/71 –
Elio Petri – col. – 105′ – 16mm

TUTTI I LUNEDI’ ALLE ORE 22.30
ALLA SALA CINEMA DEL CPA FI-SUD, VIA VILLAMAGNA 27/A

 


 

Cineforum 16mm D.E.A.:

CARTOLINE NAPOLETANE
con pizza, panzerotti e pasta cresciuta

23 settembre – EPISODIO NAPOLI, da "PAISA’" (Roberto Rossellini)
a seguire – "LE MANI SULLA CITTA’" (Francesco Rossi)
30 settembre – "MATRIMONIO ALL’ITALIANA" (Vittorio De Sica)

CINEFORUM IN 16 MM
Borgo Pinti 42/r, Firenze – info: http://www.deapress.com/

TUTTI I FILM SONO PROIETTATI RIGOROSAMENTE IN PELLICOLA
AD OGNI FILM VIENE ABBINATO UN PIATTO A TEMA ED UNA SCHEDA CRITICA

INGRESSO A SOTTOSCRIZIONE DI 2 EURO per coprire le spese di spedizione e noleggio delle pellicole proiettate


 


 

Chappaqua è un film del 1966 interpretato e diretto da Conrad Rooks.

Il film si avvale dei cameo di esponenti della beat generation ed altri personaggi celebri dell’epoca: lo scrittore William S. Burroughs, il guru Swami Satchidananda, i poeti Allen Ginsberg, Peter Orlovsky e Moondog e i musicisti Ravi Shankar e Ornette Coleman.

Nel 1966 l’opera ha vinto il Leone d’Argento – Gran Premio della giuria al festival di Venezia.

Trama [modifica]

La trama è molto semplice, parla del tossicodipendente americano
Russel Harwick che si trasferisce a Parigi in una clinica e si fa
seguire da uno specialista per cercare di disintossicarsi. Nel pieno
delle cure il paziente riesce a scappare e a procurarsi della droga ma
viene trovato e riportato in clinica per contunuare la tearapia. Alla
fine viene dimesso anche se le sue condizioni non sono minimamente
migliorate.

Stile del film [modifica]

La caratterisca di questo film sono i continui flash che
all’apparenza costituiscono un apparato abbastanza disomogeneo. Le
continue visioni, anche di lui da sobrio, rendono molto difficile la
comprensione della storia per quanto questa sia banale. L’utilizzo
continuo della "telecamera a spalla" dà l’idea di essere veramente
partecipi delle sue visioni, dette anche "trip". Gioca molto la
colorazione porpora che è stata data alla pellicola dopo le riprese,
rendendo questa serie di momenti una sequenza psichedelica di
avvenimenti.

Sono presenti tutti gli elementi e le tematiche che fanno di questo film uno dei più famosi esempi di film psichedelici.

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programmazione video

EASY RIDER di D. Hopper alla Sala Cinema del CPA FI Sud – 22.9.2008

Officine Cinematografiche e CPA Firenze Sud Presentano

EASY RIDER un film di Dennis Hopper

proiezione in pellicola 16mm a cura di Jo La Face

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/3/32/EasyRider.jpg

inizio film ore 22.30 dopo la consueta intro di Zio Jo

http://www.youtube.com/watch?v=73PnAymHAHk

Stasera al CPA Firenze Sud – via Villamagna 27/a


programma proiezioni rassegna ’68 e dintorni

Lunedì 22 settembre – EASY RIDER – USA – 1969 – Dennis Hopper – col. – 94′

Lunedì 29 settembre – CHAPPAQUA – USA – 1966 – Conrad Rooks – b/n, col. –
92′

Lunedì 6 ottobre – MONTEREY POP – USA -1969 – Don Allan
Pennebaker – doc.- col. – 85′

Lunedì 13 ottobre – LONTANO DAL VIETNAM – FRANCIA – 1967 – A. Resnais, A.
Varda, J.Ivens, J. Luc Godard, C. Lelouch – doc. – b/n, col. -120′

Lunedì 20 ottobre – MORGAN MATTO DA LEGARE – GRAN BRETAGNA – 1066 – Karel
Reisz -b/n – 97′

Lunedì 27 ottobre – LA RABBIA – ITALIA 1963 – Riedizione 2008 – Pier Paolo
Pasolini – doc. – b/n – 78′

Lunedì 3 novembre – LOTTE DI STRADA DEL ’68 – ITALIA – 1997 – Silvano
Agosti
– doc. – col. b/n – 30′
Segue … – DOCUMENTARI SULLA GUERRA IN VIETNAM E SULLE MARCE PACIFISTE –
USA – 1968 – col., b/n – reportage di operatori indipendenti

Lunedì 10 novembre – LA CLASSE OPERAIA VA IN PARADISO – ITALIA – 1970/71 –
Elio Petri – col. – 105′

TUTTI I LUNEDI’ ALLE ORE 22.30
ALLA SALA CINEMA DEL CPA FI-SUD, VIA VILLAMAGNA 27/A


fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Easy_Rider

Easy Rider è un film del 1969, diretto da Dennis Hopper.

Interpretato dallo stesso Hopper e da Peter Fonda, nonché da un giovane Jack Nicholson, narra il viaggio attraverso l’America di due motociclisti, in totale libertà.

È considerato da molti critici il film simbolo della New Hollywood. Ha vinto il premio per la miglior opera prima al 22° Festival di Cannes e ha guadagnato due nomination all’Oscar come Miglior Sceneggiatura e Miglior Attore non Protagonista.

Film importante perché si inserisce nel contesto culturale di quegli
anni, cultura di controtendenza e voglia di evasione – libertà da una
società medio borghese. Il tema del viaggio percorre e traccia le linee
generali del film.

Celebre anche la colonna sonora, composta da canzoni rock del periodo fine anni sessanta,
e diventata un disco di grande successo che si tramanda tra le
generazioni. Molti dei brani della colonna sonora sono stati raccolti
nell’album dei Byrds Ballad of Easy Rider.

Nel 1998 è stato scelto per la preservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

Curiosità [modifica]

  • Il film è stato girato nel 1967 in 6 settimane ma c’è voluto un anno e mezzo per montarlo.
  • Col successo ottenuto per l’interpretazione nel film, Jack Nicholson decise di proseguire la carriera di attore che in quel periodo voleva abbandonare per fare il regista.
  • Il film non si avvaleva di un vero e proprio copione, infatti gran parte dei dialoghi sono improvvisati durante le riprese.
  • È il primo film in cui i protagonisti fumano tranquillamente
    marijuana senza poi commettere atti criminali. Oltretutto gli attori
    fumano realmente sul set, e nella scena in cui Jack Nicholson dice : con tutti gli strati sociali
    e ride, la risata è dovuta al fatto che era un po’ partito e nella
    versione originale la frase risulta quasi uno sciogli lingua.
  • Durante la scena nella quale Fonda piange in cimitero vicino la
    statua della Madonna ripete più volte delle frasi non del tutto
    comprensibili:"Perché mi hai lasciato solo mamma".Sembra che quella
    battuta fosse stata detta casualmente durante una crisi del
    protagonista dovuto all’uso di marijuana.La madre di Peter Fonda è
    realmente morta quando lui era ancora adolescente.

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